THE RIBELLION OF ROBOTS

The rebellion of robots

 

1.     Ambientazione

Siamo in Giappone, nello specifico a Tokyo in via Gino 44 e siamo nel 2300. Mi trovo nel mio appartamento al 7° piano, insieme al mio robot domestico Gerry e guardiamo la TV insieme.

Ci sono macchine e skateboard volanti, moto con razzi volanti, autobus volanti, e, quando passa un treno, si formano le sue rotaie, così i treni non si scontrano fra loro.

 

2.     Protagonista

Oh! Che sbadato mi presento, mi chiamo Joey. Ho 23 anni, sono nato in Canada, in particolare in Ottawa, sono molto coraggioso, curioso, combattivo, forte e veloce. A me piace il gelato, le patatine e la pizza. Sono forte con le armi e mi porto sempre un mitra in braccio, nel caso ce ne fosse bisogno.

 

3.     Azione

Mentre guardo la TV sento uno sparo. Guardo fuori dalla finestra e vedo un gruppo di robot che porta un bel po’ di gente in una cella, così apro la finestra, prendo il mitra e Gerry mi dice: – Joey prendi questi colpi speciali per il mitra, quando sparerai, questi trapasseranno direttamente la scheda madre del robot e lo metterà fuori gioco –. Io gli dico: – Grazie Gerry, ma perché non sei diventato come loro? – Lui mi risponde: – Forse perché altre persone trattano male i loro robot, come fai tu –. Io annuisco e dico ai robot: – Hei brutti malintenzionati! – Iniziai a sparare a raffica e come mi aveva detto Gerry i colpi iniziarono a trapassare le schede madre dei robot.

Dopo aver sparato ai robot, esco dal mio appartamento e per strada Gerry si trasforma in una moto e dice: – Sali amico mio. – Io salgo in moto e dico: – Al centro della città! – E Gerry parte come un fulmine.

Mentre andiamo, incontriamo tanti robot che bloccano il passaggio, così chiedo a Gerry: – Gerry continua ad andare dritto, io li faccio fuori. – E così esco il mitra e sparo a raffica e tutti i robot finiscono a terra. Arriviamo in centro ma ci sono così tanti robot che non ci si poteva fermare un attimo. Un robot però mi ha colpito la gamba e Gerry dice: – Ti curo e ti proteggo io –. E io gli rispondo: - Ma hai solo due braccia, come fai? – Lui sorride e tira fuori altre braccia con fucili incredibili. Quando mi sento meglio mi ridà il mitra e insieme facciamo fuori tutti i robot, ma all’improvviso ne arrivano ancora e ancora, così Gerry mi dà un altro mitra e facciamo fuori anche questa armata, ma ora manca il robot di 18 metri di cui avevo sentito parlare alla TV.

Il problema era che un colpo non gli faceva niente, così Gerry mi dà una granata piena di proiettili pronti a uscire e fare fuori quel robot, così Gerry mi dà anche un lancia granate enorme e mi dice: – Usala bene Joey, è l’unica che ho –. Annuisco e sparo la granata che entra in un foro del robot che porta direttamente alla sua scheda madre. Dopo un botto il robot cade a terra e grido a squarciagola: – Abbiamo vinto!

 

4.     Finale

Sono andato a liberare le persone prigioniere, che mi vengono ad abbracciare e gridano: Joey hip hip hurrà, hip hip hurrà – così mi sento un eroe e dico ai cittadini: – I robot si sono arrabbiati perché li avete trattati come schiavi, invece dovevate farli sentire come amici, amici nostri, come me e Gerry, che abbiamo lavorato come una squadra. Quindi io e Gerry ricostruiremo i robot se promettete che li tratterete come amici. Ci state? – E loro in coro: – Ci stiamo! –

Così io e Gerry abbiamo impiegato giorni interi per ricostruire quei robot ma alla fine umani e robot sono tornati ad essere amici e non si verificheranno più guerre tra loro.


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